Cos’è e perché è diverso dagli altri bonus casa
Il Bonus Colonnine di Ricarica funziona in un modo completamente diverso rispetto agli altri bonus casa di cui probabilmente hai già sentito parlare. Non è una detrazione fiscale da spalmare in dieci anni di dichiarazione dei redditi: è un contributo a fondo perduto, cioè un rimborso diretto in denaro.
In pratica, tu paghi per intero la wallbox o la colonnina e la sua installazione, poi presenti domanda su una piattaforma online dedicata, e lo Stato ti restituisce parte della spesa con un bonifico. Non c’è nessuna IRPEF da ridurre, nessuna rata annuale da aspettare per un decennio: il rimborso arriva in un’unica soluzione, dopo l’istruttoria della domanda.
Questa differenza è la cosa più importante da capire prima di tutto il resto. Se sei abituato a ragionare in termini di “detrazione del 50%” come per il bonus ristrutturazioni, qui devi cambiare completamente schema mentale: il meccanismo è quello di un contributo, non di uno sconto fiscale spalmato nel tempo.
Il Bonus Colonnine non è cumulabile con la detrazione fiscale del bonus ristrutturazioni: sulla stessa spesa devi scegliere una delle due strade, non puoi sommarle.
Chi si aspetta di vedere questo bonus comparire come voce in dichiarazione dei redditi resta spesso deluso: qui non c’è nulla da dichiarare al fisco per ottenere il beneficio. Tutto passa dalla piattaforma di domanda e dal bonifico che segue.
Quanto rimborsa e i tetti di spesa
Il contributo copre l’80% della spesa sostenuta per l’acquisto e l’installazione della stazione di ricarica. Il restante 20% resta a carico di chi installa.
Ci sono però due tetti massimi di rimborso per il 2026, diversi a seconda di chi fa domanda:
- 1.500€ per le persone fisiche che installano su una singola unità immobiliare privata
- 8.000€ per i condomini, sulle parti comuni
Il tetto è quello che limita davvero il rimborso quando la spesa sale. Facciamo un esempio concreto per un privato: se spendi 1.875€ per wallbox e installazione, l’80% corrisponde esattamente a 1.500€ — il tetto massimo previsto per le persone fisiche. Se spendi meno, ad esempio 1.000€, il rimborso è l’80% di quella cifra, cioè 800€: sotto il tetto, il calcolo resta puramente proporzionale.
Il meccanismo funziona allo stesso modo per i condomini, solo con un tetto più alto. Se un condominio sostiene una spesa di 10.000€ per installare colonnine sulle parti comuni, l’80% sarebbe teoricamente 8.000€ — che è, non a caso, esattamente il tetto massimo previsto per i condomini. Ma se la spesa fosse ancora più alta, ad esempio 12.000€, l’80% teorico salirebbe a 9.600€: il rimborso resterebbe comunque bloccato a 8.000€, perché il tetto massimo non si supera mai, indipendentemente da quanto sale la spesa sostenuta.
In sintesi: superato un certo importo di spesa, spendere di più non aumenta più il rimborso, perché il tetto massimo diventa il vincolo che conta davvero, non più la percentuale dell’80%.
Chi può fare domanda
Il contributo è pensato per tre categorie di beneficiari:
- Persone fisiche residenti in Italia, per l’installazione su una singola unità immobiliare privata
- Condomini, per gli interventi sulle parti comuni dell’edificio
- Micro e piccole imprese, per installazioni destinate all’uso di dipendenti o clienti
Ogni categoria fa riferimento al proprio tetto massimo di rimborso: 1.500€ per le persone fisiche, 8.000€ per i condomini. Per le micro e piccole imprese il criterio guida è la destinazione d’uso della colonnina — deve servire dipendenti o clienti dell’attività, non un uso privato slegato dall’impresa.
Non serve essere proprietari di un’auto elettrica al momento della domanda per accedere al contributo: quello che conta è installare la stazione di ricarica, non dimostrare di possedere già un veicolo elettrico o ibrido plug-in.
Cosa copre la spesa ammissibile
Il contributo dell’80% si calcola su un insieme piuttosto ampio di voci di spesa, non solo sul costo della colonnina in sé:
- Acquisto della stazione di ricarica — wallbox o colonnina, purché conforme alle normative vigenti
- Manodopera specializzata per la posa e l’installazione dell’impianto
- Interventi edili eventualmente necessari per predisporre lo spazio di installazione
- Adeguamento dell’impianto elettrico esistente, quando serve per supportare la nuova stazione di ricarica
- Progettazione dell’intervento
- Direzione lavori
- Certificazioni di legge richieste per l’impianto
Questo significa che, quando calcoli la spesa complessiva su cui applicare l’80%, non devi limitarti allo scontrino della wallbox: puoi includere anche il lavoro dell’elettricista, eventuali opere murarie di supporto e le pratiche tecniche collegate, purché documentate correttamente con fatture intestate a chi fa domanda.
Quando e come si fa domanda
La domanda si presenta esclusivamente attraverso una piattaforma dedicata del Ministero, online. La finestra temporale per presentarla è fissata con orari precisi:
- Apertura: ore 12:00 del 22 settembre 2026
- Chiusura: ore 12:00 del 31 gennaio 2027
Fuori da questa finestra, la domanda non può essere presentata. È una differenza rispetto ad altri bonus casa che restano aperti tutto l’anno tramite la dichiarazione dei redditi: qui c’è una finestra amministrativa precisa, con un’ora esatta di apertura e chiusura, non solo un giorno.
Conviene organizzarsi per tempo: raccogliere già prima dell’apertura tutte le fatture e la documentazione di spesa, così da poter completare la domanda con calma nei mesi in cui la piattaforma resta attiva, invece di rincorrere i documenti negli ultimi giorni utili prima della chiusura di fine gennaio.
Bonus Colonnine o detrazione IRPEF? Non puoi avere entrambi
Il punto su cui si fa più confusione riguarda la cumulabilità. Il Bonus Colonnine non è cumulabile con la detrazione fiscale del bonus ristrutturazioni (50%/36%): sulla stessa spesa per la wallbox devi scegliere una delle due strade, non puoi sommarle.
Le due opzioni concretamente sono queste: o chiedi il contributo a fondo perduto dell’80% tramite la piattaforma del Ministero, oppure inserisci la spesa della colonnina nella detrazione IRPEF del bonus ristrutturazioni, se stai già facendo lavori più ampi che la includono. Non esiste una terza via che metta insieme i vantaggi di entrambe sullo stesso importo speso.
Per la maggior parte di chi installa solo una wallbox, senza altri lavori di ristrutturazione in corso, il contributo dell’80% è quasi sempre la scelta più conveniente: un rimborso diretto e immediato dell’80% batte quasi sempre una detrazione IRPEF spalmata su più anni, specialmente per chi non ha bisogno di recuperare capienza fiscale in dichiarazione.
Il ragionamento cambia se stai già affrontando una ristrutturazione più ampia in cui la colonnina è solo una voce tra tante. In quel caso, includere anche la wallbox nella detrazione IRPEF della ristrutturazione può semplificare la gestione documentale — un’unica pratica, un’unica detrazione — invece di tenere separate due procedure con requisiti e finestre temporali diverse. Non c’è una risposta valida per tutti: dipende da quanti altri lavori stai già facendo sull’immobile e da quanto ti serve la capienza fiscale della detrazione.
Errori comuni da evitare
- Pensare che sia una detrazione fiscale come gli altri bonus casa — è un contributo a fondo perduto rimborsato con bonifico, non una voce da inserire nella dichiarazione dei redditi
- Presentare domanda fuori dalla finestra 22 settembre - 31 gennaio — la piattaforma accetta domande solo in quel periodo specifico, con orari di apertura e chiusura precisi
- Provare a cumulare il contributo con la detrazione IRPEF sulla stessa spesa — bisogna scegliere una delle due strade, non è possibile sommarle sullo stesso importo
- Dimenticare che il tetto per i condomini riguarda solo le parti comuni — 8.000€ è il tetto per gli interventi condominiali sulle parti comuni, non per le singole unità private all’interno dell’edificio, che restano soggette al tetto da 1.500€
Le domande più frequenti su tetti, domanda e cumulabilità.
Domande frequenti
Il Bonus Colonnine è una detrazione fiscale come il bonus ristrutturazioni?
No. È un contributo a fondo perduto: paghi per intero la spesa, presenti domanda su una piattaforma online e ricevi un bonifico di rimborso pari all'80% della spesa, entro i tetti massimi previsti.
Qual è il tetto massimo di rimborso per un privato?
1.500€ per persone fisiche su una singola unità immobiliare privata. Per i condomini, sulle parti comuni, il tetto sale a 8.000€.
Posso presentare domanda in qualsiasi momento dell'anno?
No, solo durante la finestra dedicata: dalle ore 12:00 del 22 settembre 2026 alle ore 12:00 del 31 gennaio 2027, tramite la piattaforma dedicata del Ministero.
Posso avere sia il contributo dell'80% sia la detrazione IRPEF sulla stessa colonnina?
No, non sono cumulabili sulla stessa spesa. Devi scegliere una delle due strade: o il contributo a fondo perduto, o la detrazione fiscale del bonus ristrutturazioni.
Se non so quale bonus scegliere tra quelli attivi nel 2026, dove trovo una guida generale?
La guida su quale bonus scegliere aiuta a orientarsi rapidamente tra le agevolazioni disponibili in base alla tua situazione.
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