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Guida bonus casa · aggiornato 2026
Guida aggiornata 2026

Quale bonus casa scegliere nel 2026: guida rapida

Otto agevolazioni, aliquote diverse, requisiti diversi. Una mappa veloce per capire da dove partire.

Aggiornato il 28 agosto 2026 · Pubblicato il 12 agosto 2026

6Bonus attivi nel 2026
50/36%Aliquota base comune
10 anniRate, quasi sempre
Fila di case italiane con facciate di colori diversi, a rappresentare le diverse opzioni di bonus

Perché la maggior parte dei bonus casa oggi ha le stesse due aliquote

Una delle cose che confonde di più chi inizia a informarsi sui bonus casa nel 2026 è che quasi tutte le agevolazioni principali oggi condividono le stesse due aliquote: 50% per l’abitazione principale, 36% per le altre unità immobiliari. Non è sempre stato così — negli anni passati ogni bonus aveva percentuali diverse, alcune molto più alte — ma le proroghe 2026 hanno progressivamente allineato quasi tutto su questi due numeri. Conoscerli ti fa già capire l’80% del quadro.

La differenza tra le due percentuali, in pratica, vale più di quanto sembri sulla carta. Prendi una spesa di 20.000€ per un lavoro che rientra in uno dei bonus con questa doppia aliquota: se riguarda la tua abitazione principale, il 50% ti dà 10.000€ di detrazione totale, recuperati in dieci quote da 1.000€ l’anno. Se invece l’intervento riguarda una seconda casa, il 36% ti dà 7.200€ di detrazione totale, cioè 720€ l’anno per dieci anni. Sono 2.800€ di differenza sulla stessa identica spesa, solo per il tipo di immobile su cui la fai. Vale la pena tenerlo a mente prima ancora di guardare quale bonus specifico ti serve: sapere già in che fascia rientri aiuta a fare i conti giusti fin dal preventivo.

La mappa rapida per tipo di lavoro

Il modo più veloce per orientarti è partire dal tipo di lavoro che devi fare, non dal nome del bonus che hai sentito nominare più spesso. Ecco la mappa:

Molti interventi si sovrappongono: un cappotto termico può rientrare sia nel bonus ristrutturazioni che nell'Ecobonus, con tetti di spesa diversi. Nei casi dubbi, la scelta giusta va confermata con un tecnico o un CAF prima di avviare i lavori, non dopo.

Cartello con indicazioni multiple davanti a una casa, a simboleggiare le diverse scelte possibili
Ogni tipo di lavoro porta a un bonus diverso: la mappa per orientarti.

Cosa è scaduto (e perché lo trovi ancora citato online)

Due bonus molto cercati online in realtà non esistono più nel 2026: il Bonus Facciate (scaduto dal 2023) e il Bonus Verde (scaduto dal 2025). Restano online migliaia di articoli non aggiornati che li descrivono come attivi: se un contenuto non riporta una data recente o cita aliquote come il 90% delle facciate o il 75% delle barriere architettoniche, è quasi certamente superato.

Un modo semplice per proteggerti: controlla sempre la data di pubblicazione o aggiornamento in cima alla pagina, prima ancora di leggere i numeri. Se un articolo non la riporta affatto, è già un campanello d’allarme. Altri segnali tipici di un contenuto superato: parla di cessione del credito o sconto in fattura come se fossero ancora disponibili per la generalità dei bonus, oppure non fa alcun cenno alle regole più recenti su come si recupera la detrazione — le trovi nella prossima sezione. Nel dubbio, meglio verificare la normativa in vigore con un CAF o un commercialista piuttosto che fidarti di un singolo articolo trovato online, indipendentemente da quanto sembri autorevole la fonte.

Una cosa vale per (quasi) tutti: niente più cessione del credito

Un altro cambiamento importante rispetto al passato: per la stragrande maggioranza di questi bonus, nel 2026 non è più possibile cedere il credito a terzi o ottenere lo sconto in fattura dall’impresa. La detrazione si recupera quasi sempre solo tramite dichiarazione dei redditi, in dieci quote annuali. L’unica eccezione resta il Superbonus per le zone del cratere sismico, dove è vero il contrario: lì la cessione del credito è l’unica strada ammessa. Chi ha poca capienza fiscale per assorbire una detrazione in dieci anni dovrebbe valutarlo con un commercialista prima di avviare lavori importanti.

In pratica, cambia soprattutto quando ti arrivano indietro i soldi. Con la vecchia cessione del credito, per una spesa di 20.000€ un’impresa o una banca ti anticipava lo sconto: pagavi lavori già scontati in fattura, oppure incassavi subito il credito, senza aspettare anni. Con le regole 2026, la stessa spesa la anticipi tu per intero — di tasca tua o con un finanziamento — e il beneficio fiscale (i 10.000€ o i 7.200€ dell’esempio visto sopra, a seconda della casa) lo recuperi un po’ alla volta dalle tasse, un decimo all’anno per dieci anni. Il totale che rientra è lo stesso, ma cambia radicalmente quando lo vedi tornare: per chi non ha liquidità sufficiente per anticipare l’intero importo dei lavori, questo è spesso il punto più delicato di tutta la decisione, più della scelta del bonus in sé.

Come decidere in pratica

Con la mappa qui sopra hai già gli elementi principali per orientarti. Per applicarla al tuo caso specifico, prova a rispondere in ordine a queste domande prima di chiedere il primo preventivo:

Nessuna di queste domande sostituisce un tecnico o un CAF: servono solo ad arrivare al primo appuntamento con le idee più chiare, invece di scoprire a lavori avviati che serviva un bonus diverso.

Le domande più frequenti per orientarti tra i bonus casa 2026.

Domande frequenti

Posso usare più bonus insieme sulla stessa casa?

Sì, ma non sulla stessa spesa: ogni euro speso rientra in un solo bonus. Puoi però usare bonus diversi per lavori diversi nello stesso cantiere, ad esempio Ecobonus per la caldaia e bonus ristrutturazioni per il bagno.

Da dove conviene iniziare se ho tanti lavori da fare?

Dal tipo di lavoro con il tetto di spesa più alto o l'aliquota più conveniente per la tua situazione, verificando sempre con un tecnico quale bonus si applica a ciascun intervento prima di firmare preventivi.

Le aliquote 2026 dureranno anche nel 2027?

Non è garantito: diversi bonus hanno già subito riduzioni tra il 2025 e il 2026 (barriere architettoniche, Sismabonus). Conviene sempre verificare la normativa in vigore nell'anno in cui sostieni effettivamente la spesa.

Conviene scegliere il bonus con l'aliquota più alta invece di quello più adatto al lavoro?

No, non è una scelta libera tra percentuali. Ogni bonus copre un tipo specifico di intervento: non puoi usare l'Ecobonus per un rifacimento del bagno senza finalità energetica solo perché in astratto preferiresti la sua aliquota. La scelta corretta dipende dal tipo di lavoro che stai facendo, non dalla percentuale più conveniente sulla carta.

Posso iniziare i lavori prima di aver capito quale bonus useremo?

Meglio evitarlo. Ogni bonus ha requisiti tecnici, documenti e modalità di pagamento specifiche, diverse da un'agevolazione all'altra. Partire senza aver chiarito quale userai rischia di farti scoprire solo a lavori finiti che serviva un documento diverso, con il rischio di perdere la detrazione. Rispondi prima alle domande della checklist qui sopra, e fatti confermare la scelta da un tecnico o da un CAF prima di firmare i preventivi.