Cos’è e a cosa è collegato
Il bonus mobili ed elettrodomestici è la detrazione per chi arreda casa dopo — o durante — una ristrutturazione. Non è un’agevolazione autonoma: funziona solo se collegata a lavori edilizi già avviati, come manutenzione straordinaria, restauro o ristrutturazione vera e propria. Una semplice tinteggiatura o piccola manutenzione ordinaria non basta ad attivarlo.
I lavori collegati devono essere iniziati non prima del 1° gennaio 2025. L’acquisto dei mobili può avvenire anche prima di aver pagato per intero l’impresa che esegue i lavori, purché la ristrutturazione sia già formalmente iniziata. In pratica, quello che conta per l’Agenzia delle Entrate è la data di inizio dei lavori, non la data in cui li hai finiti di pagare: puoi tranquillamente arredare la cucina mentre l’impresa sta ancora completando gli ultimi interventi, purché il cantiere sia già aperto.
Un esempio aiuta a chiarire come funziona il collegamento in pratica. Se rifai il bagno e, mentre i lavori sono in corso, compri anche un mobile lavabo nuovo, la spesa rientra senza dubbi: c’è un nesso diretto tra il lavoro edilizio e il mobile acquistato. Se invece compri un divano nuovo per il soggiorno senza aver toccato quella stanza, il bonus può comunque spettare: il collegamento richiesto dalla norma è con la ristrutturazione dell’intera unità immobiliare, non con il singolo ambiente in cui si trova il mobile. Quello che conta è che sull’immobile sia stato avviato un intervento edilizio agevolabile, non che ogni acquisto riguardi esattamente la stanza oggetto dei lavori.
Chi legge "bonus mobili" pensando a un'agevolazione slegata da tutto il resto parte già nel modo sbagliato: senza una ristrutturazione avviata e documentata, la detrazione sui mobili semplicemente non spetta.
Quanto puoi detrarre nel 2026
Il tetto massimo di spesa è 5.000€, su cui si applica una detrazione del 50% — quindi al massimo 2.500€ di sconto fiscale totale. È una cifra molto più bassa rispetto al passato: nel 2021 il tetto arrivava a 16.000€.
La detrazione si recupera in dieci quote annuali di pari importo: con il tetto massimo, significa circa 250€ l’anno per dieci anni.
Il conto cambia in proporzione se non arrivi al tetto massimo di spesa. Se spendi 3.000€ in mobili ed elettrodomestici, il 50% è 1.500€ di detrazione totale, che diventano 150€ l’anno per dieci anni — esattamente in proporzione ai 5.000€ del tetto. Non c’è nessun vantaggio a spingere la spesa fino al tetto massimo se non ne hai davvero bisogno: la percentuale del 50% resta identica, cambia solo la base di calcolo su cui si applica.
Il tetto vale per unità immobiliare, non per persona: se tu e un’altra persona della famiglia sostenete insieme una spesa di 5.000€ per arredare casa, il tetto resta 5.000€ complessivo, non raddoppia a 10.000€ perché siete in due a pagare. La detrazione totale di 2.500€ (250€ l’anno) si divide tra chi ha effettivamente sostenuto la spesa, in base a quanto risulta da fatture e ricevute intestate a ciascuno.

Cosa puoi comprare
Rientrano nel bonus i mobili nuovi per l’abitazione oggetto di ristrutturazione — letti, armadi, scrivanie, sedie, divani, materassi, mobili da cucina — e i grandi elettrodomestici, ma solo se rispettano una classe energetica minima:
- Lavatrici e lavasciuga: classe E
- Frigoriferi e congelatori: classe F
- Forni: classe A
Elettrodomestici senza l’etichetta energetica obbligatoria, o sotto la classe minima richiesta, restano fuori dal bonus anche se acquistati nello stesso periodo dei lavori. Il bonus riguarda solo i grandi elettrodomestici dell’elenco visto sopra: piccoli apparecchi da cucina come frullatori, macchine del caffè o friggitrici ad aria restano sempre fuori, indipendentemente dalla classe energetica o dal momento dell’acquisto.
Per orientarti meglio, è utile pensare stanza per stanza. In camera da letto rientrano tipicamente letto, materasso, armadio e comodini nuovi. In soggiorno, divano, poltrone e mobili contenitori. In cucina, sia i mobili — pensili, basi, tavolo e sedie — sia i grandi elettrodomestici che li accompagnano, purché rispettino la classe energetica minima richiesta per ciascuna categoria.
Sulla classe energetica, la regola non lascia margine di interpretazione: un frigorifero di classe G non rientra nel bonus, anche se acquistato nello stesso periodo dei lavori e nello stesso negozio degli altri elettrodomestici agevolati. Vale lo stesso per una lavatrice sotto la classe E o un forno sotto la classe A. La classe energetica va controllata sull’etichetta prima di acquistare, non dopo: non c’è modo di far rientrare nel bonus un elettrodomestico che non rispetta il requisito minimo, qualunque sia lo scontrino o la fattura.
Come si paga
A differenza di altri bonus casa, qui non serve il bonifico parlante: sono validi anche pagamenti con carta di credito, carta di debito o finanziamenti finalizzati. Non sono invece ammessi contanti o assegni: il pagamento deve sempre essere tracciabile.
È una differenza importante rispetto al bonus ristrutturazioni collegato, dove invece il bonifico parlante — con causale, codice fiscale e partita IVA dell’impresa — è obbligatorio. Qui puoi pagare con la carta che usi normalmente, senza dover cercare il modulo bancario dedicato né compilare causali specifiche. Se paghi, ad esempio, 1.200€ di elettrodomestici con la carta di debito del tuo conto corrente, la transazione stessa è già prova del pagamento tracciato: non serve nessuna formalità aggiuntiva legata alla causale.
Anche il finanziamento finalizzato deve restare tracciabile e riferito specificamente all’acquisto: conviene farsi rilasciare dalla finanziaria, o dal negozio, la documentazione che collega il finanziamento ai singoli beni acquistati, da conservare insieme alle fatture.
L’unico vincolo reale riguarda il metodo di pagamento, non la causale: contanti e assegni restano sempre esclusi, indipendentemente dall’importo o dal negozio in cui acquisti.
Errori comuni da evitare
Riassumendo i punti in cui più spesso si perde la detrazione su questo bonus:
- Comprare i mobili prima che i lavori collegati siano avviati — l’acquisto deve accompagnare o seguire un intervento edilizio già iniziato: farlo in anticipo, pensando di “mettersi in regola dopo”, è il modo più comune per perdere il diritto alla detrazione
- Pagare in contanti o con assegno — questi due metodi non sono mai ammessi, anche se il resto della documentazione — fatture, prova dei lavori collegati — è perfettamente in regola
- Ignorare la classe energetica minima sugli elettrodomestici — controllare l’etichetta prima di acquistare evita di scoprire, a spesa già fatta, che l’apparecchio non rispettava il requisito richiesto per quella categoria
- Pensare che il tetto di 5.000€ si sommi a quello del bonus ristrutturazioni — sono due agevolazioni distinte, ciascuna con il proprio tetto di spesa separato: i due conteggi non si sommano né si sottraggono tra loro
Documenti da conservare
- Fatture di acquisto intestate a chi richiede la detrazione
- Ricevute delle transazioni con carta, o documentazione del finanziamento
- Prova che i lavori di ristrutturazione collegati sono stati effettivamente avviati (comunicazione CILA, fatture dell’impresa)
Vanno conservati per tutta la durata della detrazione — dieci anni — dato che l’Agenzia delle Entrate può richiederli anche a distanza di tempo dal primo anno di dichiarazione. Conviene organizzare una cartella, fisica o digitale, dedicata fin dal primo acquisto, invece di doverli recuperare all’ultimo momento in caso di controllo.
Le domande più frequenti su cosa comprare e come si paga.
Domande frequenti
Posso comprare i mobili prima di iniziare la ristrutturazione?
No, i lavori devono essere già iniziati. Puoi però acquistare i mobili prima di aver saldato l'impresa, purché la ristrutturazione risulti già avviata.
Il tetto di 5.000€ è per persona o per immobile?
È per unità immobiliare oggetto di ristrutturazione. Se in famiglia più persone sostengono la spesa, il tetto va comunque diviso tra loro, non moltiplicato.
Un condizionatore rientra nel bonus?
I climatizzatori generalmente rientrano più nell'Ecobonus che nel bonus mobili, salvo verificare caso per caso la categoria dell'apparecchio: in caso di dubbio conviene chiedere conferma a un CAF prima dell'acquisto.
Cosa succede se pago per errore in contanti?
Perdi il diritto alla detrazione su quell'acquisto: il pagamento in contanti non è mai tracciabile nel modo richiesto dalla norma, e non è possibile sanarlo a posteriori. Conviene sempre verificare il metodo di pagamento prima di acquistare, non dopo.
Il bonus mobili è la scelta giusta anche se non ho ancora iniziato lavori di ristrutturazione?
No: senza un intervento edilizio già avviato, il bonus mobili non spetta, qualunque sia il mobile o l'elettrodomestico che vuoi acquistare. Se non hai ancora chiaro quale agevolazione fa al caso tuo tra quelle attive nel 2026, la guida su quale bonus scegliere aiuta a orientarsi rapidamente.
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