Il Bonus Facciate non esiste più
Se stai cercando informazioni sul Bonus Facciate per lavori che vuoi iniziare nel 2026, la risposta breve è: questa misura è scaduta il 31 dicembre 2022 e non è mai stata rinnovata, né per il 2026 né per gli anni successivi. Le spese sostenute da gennaio 2023 in poi non rientrano più in questa agevolazione, qualunque cosa tu legga in giro.
Online circolano ancora molti contenuti — articoli, post, guide mai aggiornate — che parlano del Bonus Facciate come se fosse attivo, magari citando il 90% o il 60% come aliquote disponibili anche oggi. Capitarci è più facile di quanto sembri, perché questi contenuti spesso restano online per anni senza essere corretti. Alcuni segnali aiutano a riconoscerli:
- Non indicano una data di pubblicazione o di ultimo aggiornamento visibile
- Usano “2026” solo nel titolo, senza mai citare esplicitamente la scadenza del 31 dicembre 2022
- Rimandano a fonti generiche o a sentito dire, invece che a siti istituzionali come l’Agenzia delle Entrate
- Non menzionano nessuna delle alternative oggi effettivamente in vigore
Se un contenuto presenta il 90% o il 60% come aliquote ancora richiedibili per un cantiere che parte adesso, è quasi certamente vecchio o mai aggiornato. Prima di farti un’idea di quanto potresti recuperare, o peggio prima di firmare un preventivo con un’impresa sulla base di quei numeri, vale la pena verificare la data del contenuto e incrociarlo con una fonte ufficiale. Le due alternative realmente disponibili nel 2026 sono descritte più avanti in questa guida.
Come funzionava (per chi ha ancora pratiche aperte)
Per chi aveva lavori già avviati e fatturati entro la scadenza, il bonus offriva una delle aliquote più alte mai viste tra i bonus casa: 90% per le spese sostenute nel 2020, ridotto al 60% negli anni successivi fino alla scadenza. Copriva il rifacimento delle facciate esterne visibili degli edifici, comprese pulitura, tinteggiatura e interventi sugli elementi decorativi.
Per capire quanto valesse in pratica, facciamo un conto. Su una spesa di 20.000€ per il rifacimento della facciata, l’aliquota del 60% — quella applicata nella maggior parte degli anni in cui il bonus è rimasto attivo — valeva 12.000€ di detrazione totale. Con il 90% riservato alle spese del 2020, la stessa spesa da 20.000€ arrivava fino a 18.000€: quasi il doppio.
Oggi, la stessa spesa di 20.000€ per un lavoro equivalente sulla facciata, senza finalità energetica, rientra nel bonus ristrutturazioni al 50% per la prima casa: 10.000€ di detrazione totale. Sono 2.000€ in meno rispetto a quanto si otteneva con il vecchio 60%, e ben 8.000€ in meno rispetto al 90% del 2020. È la misura più concreta di quanto si sia ridotto il vantaggio fiscale su questo tipo di lavori negli ultimi anni.
Se hai una pratica aperta relativa a spese sostenute prima della scadenza, la detrazione resta valida per gli anni di rateizzazione rimanenti: scadere non significa perdere quanto già maturato, significa solo che non si possono aggiungere nuove spese a quel regime. Chi ad esempio ha maturato una detrazione totale di 12.000€ con il vecchio 60% su una spesa di 20.000€, continua a vedersela ripartita negli anni previsti dalla propria pratica, esattamente come stabilito quando i lavori sono stati fatturati — solo senza la possibilità di aggiungere nuovi interventi allo stesso regime.
Nessuna proroga è prevista per il 2026 o il 2027: le fonti ufficiali sono chiare su questo punto, quindi non conviene aspettare un rinnovo che al momento non è sul tavolo.

Le alternative disponibili nel 2026
Per un lavoro sulla facciata avviato oggi, le strade percorribili sono altre due, a seconda del tipo di intervento:
- Se il lavoro è di manutenzione o restauro della facciata senza finalità energetica, rientra nel bonus ristrutturazioni: 50% per l’abitazione principale, 36% per le altre unità immobiliari
- Se l’intervento migliora anche l’isolamento termico dell’edificio (cappotto termico esterno, ad esempio), può rientrare nell’Ecobonus, con aliquote fino al 50% e un tetto di spesa dedicato di 60.000€ per il cappotto termico
Un esempio per il primo caso. Se fai solo pulitura e tinteggiatura della facciata, senza toccare l’isolamento, e spendi 15.000€, la detrazione con il bonus ristrutturazioni sulla prima casa è 7.500€ in totale (50%). Sulla stessa spesa, per una seconda casa, l’aliquota scende al 36%: 5.400€ di detrazione totale, 2.100€ in meno solo per il tipo di immobile su cui intervieni. È lo stesso lavoro, con lo stesso costo: cambia solo se si tratta della tua abitazione principale o no.
Un esempio per il secondo caso. Se realizzi un cappotto termico esterno e la spesa arriva al tetto dedicato di 60.000€, con l’aliquota Ecobonus al 50% la detrazione totale è 30.000€, che si traduce in circa 3.000€ l’anno di imposte in meno. È un tetto di spesa molto più alto di quello che riguarda tipicamente la sola facciata, proprio perché l’Ecobonus è pensato per interventi di riqualificazione energetica più ampi — non solo estetici, ma che incidono sui consumi dell’edificio.
La differenza pratica tra i due tetti di spesa e i requisiti tecnici richiesti (in particolare l’asseverazione energetica per l’Ecobonus) è la ragione per cui vale la pena farsi consigliare da un tecnico su quale delle due strade convenga di più, prima di avviare il cantiere. Un tecnico qualificato può anche dirti se, con l’intervento che hai in mente, rientri automaticamente nell’una o nell’altra categoria, oppure se hai margine per scegliere come impostare i lavori.
Errori comuni da evitare
Ecco gli errori più frequenti di chi si informa oggi sul rifacimento della facciata:
- Cercare ancora il 90% o il 60% — queste aliquote appartengono al passato: si applicavano solo alle spese sostenute entro il 31 dicembre 2022, non a lavori nuovi avviati nel 2026, per quanto insistente sia la loro presenza in vecchi contenuti online
- Non capire quale alternativa si applica al proprio caso — confondere un intervento senza finalità energetica (bonus ristrutturazioni) con uno che include l’isolamento termico (Ecobonus) porta a scegliere la pratica sbagliata, con il rischio di dover rifare tutta la documentazione
- Dimenticare l’asseverazione energetica per l’Ecobonus — senza questa certificazione tecnica che attesta il miglioramento delle prestazioni termiche dell’edificio, la pratica Ecobonus non regge a un controllo, anche se il resto della documentazione è in ordine
- Pensare che una pratica aperta pre-2023 permetta di aggiungere nuove spese — chi ha rate residue da un vecchio Bonus Facciate mantiene solo quanto già maturato: non si possono inserire nuove fatture in quel regime, nemmeno per completare lo stesso cantiere iniziato in tempo
Le domande più frequenti su cosa fare ora che il bonus è scaduto.
Domande frequenti
Posso ancora presentare una pratica per il Bonus Facciate nel 2026?
No, la misura è scaduta per le spese sostenute dal 2023 in poi. Non esiste modo di accedervi retroattivamente per lavori nuovi.
Se avevo già iniziato i lavori nel 2022, cosa succede alle rate rimanenti?
Restano valide: la scadenza riguarda le nuove spese, non le detrazioni già maturate su spese sostenute in tempo.
C'è differenza tra rifare la facciata con o senza isolamento termico?
Sì, e cambia il bonus a cui fare riferimento: senza finalità energetica rientra nel bonus ristrutturazioni, con isolamento termico può rientrare nell'Ecobonus con un tetto di spesa diverso.
Come faccio a capire se un contenuto sul Bonus Facciate è aggiornato o no?
Se non cita la scadenza del 31 dicembre 2022, o presenta il 90%/60% come aliquote ancora disponibili per un cantiere da avviare oggi, il contenuto non è aggiornato. Controlla sempre la data di pubblicazione e confronta con fonti ufficiali come l'Agenzia delle Entrate prima di prendere decisioni.
Non so se per la mia facciata conviene il bonus ristrutturazioni o l'Ecobonus: come scelgo?
Dipende dal tipo di intervento: senza isolamento termico rientra nel bonus ristrutturazioni, con isolamento termico — come un cappotto esterno — nell'Ecobonus. La guida su quale bonus scegliere aiuta a orientarsi tra le opzioni attive nel 2026.
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