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Cessione del credito 2026: chi può ancora farla e chi no

La cessione del credito non è sparita del tutto: restano cinque casi precisi in cui è ancora possibile. Ecco come capire se ci rientri.

Pubblicato il 15 settembre 2026

10 quoteLa regola per quasi tutti
15.000€Soglia ISEE eccezione
5Eccezioni rimaste attive
Scrivania con documenti fiscali, calcolatrice e vista su un borgo collinare italiano dalla finestra

La regola generale dal 2025: niente più cessione per (quasi) tutti

Se hai letto anche solo un paio di articoli sui bonus casa, probabilmente hai già incontrato la frase “cessione del credito” e “sconto in fattura” come se fossero ancora opzioni disponibili per chiunque. Non lo sono più, salvo casi molto specifici. Per le spese sostenute dal 1° gennaio 2025, la stragrande maggioranza dei bonus casa — ristrutturazioni, Ecobonus, Sismabonus, barriere architettoniche — prevede un solo modo per recuperare la detrazione: tramite dichiarazione dei redditi, in 10 quote annuali di pari importo.

Cosa significa in pratica? Che il flusso di cassa dei lavori cambia radicalmente rispetto a qualche anno fa. Prendi un esempio concreto: devi rifare il bagno e sostituire la caldaia, per una spesa totale di 15.000€, con detrazione al 50% perché è la tua abitazione principale. Con la vecchia cessione del credito, l’impresa ti scontava direttamente l’importo in fattura, oppure una banca ti anticipava il credito: pagavi meno di tasca tua fin da subito, o niente del tutto. Con le regole 2026, quei 15.000€ li anticipi tu, per intero — con risparmi propri o un finanziamento — e il beneficio fiscale, 7.500€ in totale, torna indietro un pezzo alla volta: 750€ l’anno, per dieci anni, sotto forma di minori tasse da pagare.

Il totale che rientra nelle tue tasche è identico a prima. Cambia solo la tempistica: prima potevi vedere il beneficio quasi subito, ora lo vedi spalmato su un decennio. Per chi ha liquidità sufficiente per anticipare i lavori, il cambiamento è più che altro amministrativo. Per chi invece contava su uno sconto immediato per permettersi i lavori, questo singolo dettaglio può decidere se un intervento è fattibile oppure no — vale la pena farci i conti prima di chiedere il primo preventivo, non a lavori già avviati.

Le 5 eccezioni rimaste nel 2026

Detto questo, la cessione del credito non è scomparsa del tutto. Sopravvive in cinque situazioni molto precise, ciascuna con la propria logica e i propri requisiti. Se non rientri in nessuna di queste, vale la regola generale vista sopra: detrazione diretta in 10 anni, punto.

1. Superbonus nelle zone del cratere sismico (2009/2016)

Per gli interventi di ricostruzione nelle zone colpite dai terremoti del 2009 e del 2016 (parti di Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria), la cessione del credito o lo sconto in fattura restano l’unica via ammessa. Qui non esiste un’alternativa con detrazione diretta: per queste spese specifiche, se non cedi il credito o non ottieni lo sconto in fattura, semplicemente non hai un secondo modo per accedere al beneficio. Trovi tutti i dettagli nella guida dedicata al Superbonus.

2. Condomini con Superbonus avviato prima delle vecchie scadenze

Chi vive in un condominio che ha approvato la delibera assembleare per lavori Superbonus prima del 18 novembre 2022 e ha presentato la CILAS prima del 17 febbraio 2023 può ancora cedere il credito o optare per lo sconto in fattura su quei lavori. È una tutela pensata per chi aveva già impostato tutto l’iter — delibera, pratiche, imprese coinvolte — quando le regole erano diverse, e si sarebbe trovato a metà cantiere con condizioni cambiate in corsa.

3. Persone fisiche con basso ISEE

Chi effettua lavori sulla prima casa e ha un ISEE familiare non superiore a 15.000€ può ancora optare per lo sconto in fattura (non per la cessione a terzi, distinzione su cui torniamo subito sotto). È probabilmente l’eccezione più rilevante per le famiglie, perché non dipende da dove abiti o da quando hai iniziato i lavori, ma solo dalla tua situazione reddituale.

4. Immobili in comuni colpiti da calamità naturali

Per gli immobili situati in comuni per cui è stato dichiarato lo stato di emergenza dal Consiglio dei Ministri prima del 17 febbraio 2023, cessione del credito e sconto in fattura restano disponibili, con requisiti specifici da verificare caso per caso. Non basta che il tuo comune abbia subito un evento calamitoso in generale: conta la data esatta della dichiarazione di stato di emergenza.

5. Enti del Terzo Settore

Gli Enti del Terzo Settore mantengono parzialmente il diritto alla cessione, ma solo se hanno presentato la CILAS o richiesto il titolo abilitativo entro scadenze specifiche — di norma entro il 30 marzo 2024 per gli interventi standard. Anche qui, come per i condomini, è una tutela legata al momento in cui l’iter burocratico era già stato avviato secondo le vecchie regole.

Attenzione a non confondere le due cose: l'eccezione per ISEE basso vale solo per lo sconto in fattura concesso direttamente dall'impresa che fa i lavori, non per la cessione del credito a una banca o a un altro soggetto terzo. Sono due strade diverse, e questa eccezione ne copre soltanto una.

Perché esiste l’eccezione ISEE basso

La logica dietro questa eccezione è più semplice di quanto sembri. La detrazione in 10 quote annuali funziona bene se hai, anno dopo anno, abbastanza tasse da pagare (la cosiddetta “capienza fiscale”) da cui sottrarre la quota di competenza. Ma non tutti hanno un reddito imponibile sufficiente per farlo: se in un anno devi meno tasse di quanto vale la tua quota di detrazione, la parte che eccede va semplicemente persa, non si recupera negli anni successivi.

Per chi ha un ISEE familiare basso, questo rischio è concreto: potrebbe non avere mai abbastanza capienza fiscale per sfruttare pienamente dieci anni di detrazione. Lo sconto in fattura risolve il problema alla radice, perché il beneficio arriva subito, sotto forma di prezzo più basso pagato all’impresa, indipendentemente da quante tasse dovrai pagare nei dieci anni successivi.

Un esempio pratico: una famiglia con ISEE di 12.000€ deve rifare l’impianto elettrico della prima casa, spesa di 10.000€, detrazione al 50% pari a 5.000€. Se questa famiglia ha un reddito imponibile basso, potrebbe dover pagare, ogni anno, meno di 500€ di imposte lorde: la quota annuale di detrazione (500€) rischierebbe di non trovare abbastanza tasse da compensare, e la parte in eccesso andrebbe persa. Con lo sconto in fattura, invece, l’impresa applica direttamente lo sconto e la famiglia paga 5.000€ invece di 10.000€, senza dover dimostrare nulla sulla propria capienza fiscale futura.

Come capire se rientri in un’eccezione

Prima di dare per scontato che dovrai aspettare dieci anni per il beneficio fiscale, oppure prima di pensare erroneamente di poter ancora cedere il credito, rispondi in ordine a queste domande:

Se hai risposto no a tutte le domande, vale la regola generale: detrazione diretta in dieci quote annuali, senza cessione né sconto in fattura.

Nessuna di queste domande sostituisce una verifica puntuale con un CAF o un commercialista: le date e i requisiti di ogni eccezione sono rigidi, e un errore di valutazione qui può costare l'intero beneficio fiscale.

Errori comuni da evitare

Le domande più frequenti su cessione del credito e sconto in fattura nel 2026.

Domande frequenti

Posso scegliere liberamente tra detrazione diretta e cessione del credito se sono in una delle 5 eccezioni?

Dipende dal caso specifico: alcune eccezioni (come quella ISEE) danno accesso solo allo sconto in fattura, altre (come il Superbonus cratere sismico) rendono la cessione l'unica via possibile, senza alternativa con detrazione diretta. Verifica sempre quale opzione è prevista per la tua situazione specifica prima di firmare un preventivo.

Se non rientro in nessuna eccezione, quale bonus conviene scegliere per il mio lavoro?

La scelta del bonus dipende dal tipo di intervento, non dalla cessione del credito: consulta la guida su quale bonus scegliere per orientarti in base al lavoro che devi fare.

L'eccezione del cratere sismico vale anche fuori da Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria?

No, riguarda specificamente le zone colpite dai terremoti del 2009 e del 2016 in quelle regioni, con requisiti tecnici precisi. Per tutti gli altri interventi antisismici, anche in altre zone sismiche, si applicano le regole ordinarie descritte nella guida al Superbonus.

L'ISEE da considerare è quello individuale o familiare?

È l'ISEE familiare, non quello individuale del solo richiedente. La soglia di 15.000€ si riferisce al nucleo familiare nel suo complesso.

Se ho già avviato lavori pensando di poter cedere il credito e scopro di non rientrare in nessuna eccezione, cosa posso fare?

Puoi comunque accedere alla detrazione diretta in dieci quote annuali, se il resto dei requisiti del bonus è rispettato: cambia solo la modalità di recupero del beneficio, non il diritto alla detrazione in sé. Conviene comunque verificare subito con un CAF o un commercialista come impostare correttamente la dichiarazione dei redditi.